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Avere relazioni migliori aiuta la salute mentale

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Le relazioni sane, combinate con cura di sé e consapevolezza, possono migliorare la nostra salute mentale.

Ogni momento che viviamo presenta richieste o solleciti sociali di vario tipo: uscite in gruppo, vacanze da programmare con gli amici, incontri di lavoro e altri impegni. Tutto ci mette davanti a varie prove comportamentali e di relazioni interpersonali da affrontare. Siamo chiamati a modulare gli atteggiamenti in base al contesto, alle aspettative e alle nostre motivazioni. A fare da contorno ci sono senza ombra di dubbio le relazioni strette le quali rivesto una parte importante della nostra salute mentale: il partner per esempio è parte di noi e ha un ruolo che non va trascurato in questa costellazione di appuntamenti; un amico è una persona di fiducia e in quanto tale abbiamo con lui un certo feeling; i familiari sono un riferimento.

L’equilibrio del nostro stato mentale è quindi fondamentale per affrontare con tranquillità e senza alcun  peso questi input.

Troppo spesso le persone si concentrano sulla malattia mentale quando parlano di salute mentale. La salute mentale è molto più di una diagnosi di depressione, ansia o disturbo bipolare: è uno stato emotivo e mentale generale; è il benessere che include elementi sia positivi che negativi. In molte circostanze, i fattori positivi della salute mentale (come resilienza, curiosità e autostima) possono aiutare a fronteggiare le avversità e le malattie mentali.

Proprio come il nostro benessere fisico ha bisogno di cure continue (allenamento, esercizio, ascolto del corpo), anche quella salute mentale richiede un'attenzione regolare. Quando curiamo la nostra salute mentale e interveniamo con l’intento di migliorare gli aspetti più “critici”, otteniamo dei benefici: gestiamo lo stress in modo più efficace, recuperiamo più rapidamente dalle battute d'arresto, dormiamo meglio e guariamo fisicamente più rapidamente. In molti modi, la salute mentale è la chiave per un'esistenza più sana e più felice.

Dalle ricerche focalizzate sugli equilibri tra benessere mentale e relazioni affettive è emerso che le persone con relazioni forti e di supporto vivono vite più sane e più lunghe.

Gli studi dimostrano che le persone con relazioni sane: hanno guarigioni rapide; godono di pressione sanguigna più bassa; evitano facilmente ricadute di depressione; soffrono meno di ansia.

Le relazioni aiutano a fornire alle persone uno scopo e un significato

preservarle e investire su di esse è un passo importante per continuare a godere di ogni riflesso positivo per la propria integrità psico-sociale. Infatti gli amici e la famiglia potrebbero incoraggiare comportamenti salutari positivi (essere seguiti su vari aspetti, trovare l'equilibrio tra lavoro e vita privata): queste due entità sono fondamentali per intrattenere conversazioni proficue e utili, basate sulla fiducia; l’empatia con le persone con le quali si hanno rapporti consolidati e duraturi possono aiutare ad alleviare lo stress e aiutare chiunque a elaborare le sue emozioni.

Per esempio, sono importanti le attività con gli amici

avere rapporti costanti, condividere momenti o interessi così come trovare rifugio per confidarsi o essere al contempo riferimento influisce positivamente sui ruoli tanto da rinsaldare i legami sotto tutti i punti di vista. I tempi attuali hanno cambiato si alcune modalità di interazione ma non vanno abbandonate le abitudini che hanno contraddistinto il passato: la tecnologia può facilitare la costanza nei contatti (dal semplice “Come stai?” nella messaggistica istantanea fino ai social) ma quello che tiene in piedi le relazioni è sicuramente la relazione basata sulla presenza. Il contatto e la vicinanza fisica, la prossemica, lo sguardo, le dinamiche interpersonali sono l’essenza di tutto ciò.

Lo step successivo è quello altrettanto importante di Identificare e promuovere relazioni sane

i rapporti malsani possono diventare rapidamente un fattore di stress o un fattore scatenante di disagio mentale che può condurre subdolamente a disturbi o a percezioni alterate di sé stessi. Per questo motivo, è importante perseguire relazioni con coloro che incoraggiano abitudini sane e forniscano supporto emotivo.

Spesso è utile anche una specie di “reset” o comunque quello che potremmo definire il censimento delle nostre relazioni che può aiutarci a capire quali siano da salvaguardare: possiamo raggiungere vecchi amici che non sentiamo o vediamo da tempo; troviamo una costanza nelle riunioni familiari non limitandoci ai soli compleanni o alle festività standard; partecipiamo ad attività di svago (dal semplice calcetto settimanale al ballo, fino alla palestra o al volontariato). Questo trend non esaurisce però le alternative: dobbiamo anche saper guardare oltre agli amici e alla famiglia: nuove amicizie, sperimentare cose nuove e ambienti diversi, migliorare le relazioni con i colleghi di lavoro.

Fino a questo punto abbiamo analizzato il contesto standard caratterizzato da comfort ed equilibri che possiamo gestire: ma come dobbiamo comportarci nei casi di difficoltà?

Quando le relazioni diventano stressanti, pesanti, difficili da gestire consideriamo l’ipotesi di praticare la Mindfulness ormai sempre più popolare per riformulare le nostre attività quotidiane. Combiniamo la meditazione con la consapevolezza di sé e l'empatia, imparando a riconoscere e affrontare le nostre emozioni e risposte fisiche con curiosità e rispetto. In un certo senso, è una versione più strutturata e complessa del vecchio consiglio di "fare un respiro profondo e contare fino a dieci" prima di reagire a qualcuno o qualcosa. Aspettare, non giudicare, non aver fretta, ritrovare l’armonia e approcciarsi in modo costruttivo deve essere il nostro mood.

Studi recenti indicano che la Mindfulness ha significativi benefici per la salute mentale, tra cui la riduzione dell'ansia e la prevenzione delle ricadute della depressione. La Mindfulness potrebbe anche migliorare la nostra concentrazione e la nostra attenzione e diminuire la reattività emotiva. Sebbene la terapia cognitiva formale basata sulla consapevolezza (MBCT: Mindfulness Based Cognitive Therapy) comporti un corso di formazione intensivo di otto settimane, si possono incorporare alcuni aspetti della consapevolezza in modo autonomo.

Ecco alcuni indicatori o input:

-        Prestiamo attenzione alle risposte del corpo. Ci sentiamo ansiosi? Com'è la nostra postura? I muscoli sono contratti? Cosa sta dicendo il corpo?

-        Riconosciamo i sentimenti. Ci sentiamo sopraffatti, stanchi o malati? In che modo questo influisce sulle nostre risposte? Quando ci sentiamo sopraffatti o stressati, facciamo dei respiri lenti e ritmici.

-        Prestiamo attenzione al respiro e ricentriamo noi stessi. Troviamo un momento tranquillo per la riflessione personale o la meditazione ogni giorno.

-        Fermiamoci e prendiamo nota delle nostre emozioni prima di reagire. Perché siamo arrabbiati o frustrati? Come possiamo correggere la situazione anziché esprimere semplicemente i sentimenti? Anche altre tecniche, come lo yoga, il rilassamento muscolare progressivo, il biofeedback e la visualizzazione possono aiutare a ripristinare l’integrità emotiva e mentale.

Quando vogliamo ottenere un aiuto perché avvertiamo situazioni di disagio, è opportuno rivolgersi a un professionista. Comunemente c’è una certa riluttanza a cercare assistenza per la salute mentale a causa dello stigma sociale e dell'errata percezione che il supporto ai disagi mentali sia riservato solo a persone con gravi malattie o disturbi. Un professionista può aiutare a promuovere il benessere mentale e ad affrontare i problemi di equilibrio mentale al fine di ristabilire una normalità o a intervenire dove necessario. Questo può aiutarci a ridurre al minimo i sintomi, costruire la resilienza e migliorare la qualità della nostra vita.

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